Utilizzare le fotografie in terapia

 

Siamo tutti d'accordo nell'affermare che una fotografia non è soltanto un'immagine stampata su carta fotografica o un insieme di pixel su uno schermo ma molto, molto di più. Ogni foto che abbiamo scattato racconta una storia e ogni foto dei nostri vecchi album di famiglia evoca lontani ricordi. L'immagine fotografica però racconta anche tanto di noi, sia se ne siamo noi gli autori sia se è stata scattata da qualcun altro. Ogni volta che guardiamo una fotografia, infatti, ne abbiamo una visione del tutto personale dandole un significato soggettivo e che rispecchia noi stessi.

Partendo da queste premesse, utilizzare la fotografia all'interno di un percorso terapeutico o di sostegno psicologico, significa avere un potente strumento in grado di rievocare ricordi importanti, far emergere emozioni e stimolare l'espressione delle proprie parti interiori.  Si può iniziare, così, un percorso di consapevolezza, ma anche di guarigione, osservando ed esplorando insieme ad un terapeuta preparato nelle tecniche di Fototerapia, delle immagini fotografiche che permetteranno un dialogo profondo e molto ricco a livello emotivo.

Raccontare qualcosa di doloroso o un evento successo nella propria infanzia, può essere più facile attraverso delle fotografie e queste possono diventare il mezzo col quale superare difficoltà, elaborare relazioni faticose o chiarire parti di sé per proseguire più consapevolmente il percorso di vita.

Fototerapia-Studio di psicologia Montegrappa-Reggio Emilia

 

Le tecniche Fototerapia

 

Una delle maggiori esperte mondiali di tecniche di Fototerapia è Judy Weiser, Psicologa, Psicoterapeuta e Arteterapeuta, fondatrice del PhotoTherapy Centre di Vancouver in Canada. Durante i molti anni di esperienza ha elaborato 5 tecniche con le quali si possono utilizzare le fotografie in terapia per aiutare il paziente a connettersi con le proprie memorie, emozioni e pensieri, e sono legate alla tipologia di fotografia impiegate e sono spesso utilizzate contemporaneamente.

  1. La prima riguarda le fotografie scattate, portate o collezionate dal paziente considerate portatrici di significati importanti della propria vita.
  2. La seconda prende in esame le fotografie in cui la persona è presente ma scattate da qualcun altro che ha avuto pieno controllo nel momento dello scatto per cui il paziente è ritratto in modo spontaneo.
  3. Gli autoritratti sono al centro della terza tecnica e qui la persona ha potuto decidere tutto della sua foto.
  4. L'album di famiglia è la quarta tecnica con la quale si aiuta il paziente ad esplorare le relazioni e le dinamiche familiari.
  5. La quinta tecnica è più generale ed è costituita dal modo proiettivo di utilizzare la fotografia e si basa sul principio che ciascuno di noi attribuisce un significato soggettivo all'immagine che percepisce.

La Dott.ssa Judy Weiser organizza dei seminari in tutto il mondo e una delle Dott.sse dello Studio di Psicologia e Psicoterapia Montegrappa, Chiara Sicuriello, ha potuto partecipare ad uno di questi, inseriti nell'insieme dei seminari del Corso di Fototerapia Psicocorporea diretto dal Dott. Riccardo Musacchi, Psicologo e Psicoterapeuta di Ferrara, docente della Scuola Italiana di Psicoterapia Biosistemica di Bologna.

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